L’ECOMUSEO
L’ Ecomuseo della Resistenza “Carlo Mastri”
Fin dal 1996 si è lavorato con la Provincia di Torino, proprietaria dell’immobile e del piazzale, per trasformare la vecchia casa cantoniera del colle in un centro di documentazione che valorizzasse il monumento dedicato ai caduti. Il 2 luglio 2000 si è inaugurato l’Ecomuseo della Resistenza, in seguito dedicato a Carlo Mastri. Museo diffuso sul territorio, comprende la Sede museale, la Torre, il Giardino della pace, l’area della Fossa comune e i Sentieri della memoria.
CHE COS’È UN ECOMUSEO
Cosa è un ecomuseo?
L’ ecomuseo è il museo del tempo e dello spazio in un territorio dato, è un’istituzione che si occupa di studiare, conservare, valorizzare e presentare la memoria collettiva di una comunità e del territorio che la ospita. È un museo del tempo, dove le conoscenze si estendono e diramano attraverso il passato vissuto dalla comunità per giungere nel presente, con un’apertura sul futuro, è un museo dello spazio: spazi significativi dove sostare e camminare. ” Georges Henri Riviére
LA SEDE MUSEALE
La Sede museale
Nel corso degli anni ha conosciuto numerose trasformazioni. Nel 2019 ha accolto la sede informativa del Parco naturale colle del Lys, proponendo ai visitatori un binomio di natura e storia. Nello stesso anno, al piano terreno, ha visto rifatto l’allestimento permanente. Nel 2021 è stato riorganizzato il primo piano, con la mostra temporanea “Fra due orizzonti: futuro e passato. Le fonti e le narrazioni storiche” e nuove postazioni multimediali. L’intervento è stato sostenuto con risorse finanziarie derivanti dal progetto PITEM Pa.C.E., coordinato della Città Metropolitana di Torino, e grazie al lascito di Anna Maria Polo (Mara), partigiana combattente della “Felice Cima” alla quale è stato dedicato il salone.

LE MOSTRE PERMANENTI
Sede informativa del Parco Naturale Colle del Lys









L’Ecomuseo della Resistenza



LA TORRE
La Torre
Il progetto di un monumento commemorativo è stato affidato all’architetto torinese Franco Berlanda, ex comandante garibaldino. Berlanda ha inserito nel rivestimento alcune mattonelle bianche con iscritti i nomi dei caduti e in tre nicchie altrettanti rilievi in bronzo, realizzati dall’artista Mino Rosso. In seguito ad una ristrutturazione, i mattoni della copertura sono stati sostituiti con ciottoli di fiume; inoltre la Torre è stata cinta da una cancellata fabbricata dall’ex comandante garibaldino Mario Castagno. Scopri

LA FOSSA COMUNE
Sulla strada provinciale per Viù, al bivio per la frazione Airetta, si trova il luogo in cui sono stati ricomposti i corpi di gran parte dei partigiani uccisi dai nazifascisti durante il rastrellamento del 2 luglio 1944. Un cippo e alcune targhe commemorano i caduti.
La strage del 2 luglio
Un colpo di fucile seguito da una raffica di mitra fu il segnale d’allarme che una squadra della 17^ Brigata Garibaldi “Felice Cima”, di sentinella nella bassa valle del Messa, lanciò all’alba del 2 luglio 1944. Era in vista il più agguerrito rastrellamento mai operato nella zona, forte di autoblindo e sidecar armati di mitragliatrici a protezione di un migliaio di soldati tedeschi e di militi fascisti. Consapevole dell’inferiorità di uomini e armamenti, il comando della “Felice Cima” diede ordine di rallentare l’avanzata del nemico per consentire la ritirata della maggior parte dei partigiani, molti dei quali appena saliti in montagna e non ancora addestrati né armati. Mentre quasi tutti gli effettivi della brigata riuscivano a eclissarsi nei boschi e negli anfratti dei monti Rognoso e Civrari anche grazie alla protezione della nebbia, 9 uomini caddero poco a valle del Colle del Lys. 23 partigiani furono invece catturati e trucidati dai fascisti mentre cercavano scampo scendendo il versante di Viù del Colle del Lys. I cadaveri seviziati vennero gettati dagli aguzzini nel dirupo di un’ansa della strada tra il Colle del Lys e Niquidetto, nei pressi del bivio per la località Airetta, e soltanto due giorni dopo, a rastrellamento concluso, i compagni poterono recuperarli guidati dai contadini. Le salme furono poi trasportate in un luogo che da allora è noto come la Fossa Comune e qui provvisoriamente ricomposte e benedette dai due parroci della zona, don Evasio Lavagno e don Stefano Mellano.
I 23 partigiani uccisi sul versante di Viù
Bianchi Francesco
Boccalini Edoardo
Bondesan Oddone
Cavallini Piero
Conca Gianpaolo
Faleschini Benito
Farina Mario
Garello Carlo
Guercio Arturo
Guerotto Arturo
Motrassino Pietro
Papotti Mario
Pezzettigotta Ernesto
Radich Bruno
Revelli Luigi
Scala Franco
Tampellini Enzo
Zanibodi Alfredo
Ignoto (sergente dell’Aeronautica militare)
Ignoto (fu ritrovato con indosso solo i calzoni di velluto e un anello al dito)
Ignoto (nome di battaglia “Simon”)
Ignoto (nome di battaglia “Guido”, proveniva da Collegno)
Ignoto (nome di battaglia “Kri Kri”, proveniva dall’Urss)
I 9 partigiani uccisi sul versante di Rubiana
Akobja Bocij
Bakokasvili Pirus
Canissano Natale
Gogolisvili Georgij
Kuprejsvili Aleksandr
Mondiglio Riccardo
Namdzejsvili Sota
Popansvili Georgij
Raiteri Josè

IL GIARDINO DELLA PACE
Il Giardino della pace
È uno spazio sul piazzale che sollecita, ricorda e afferma l’impegno per la pace. Nel corso degli anni, istituzioni, associazioni e singoli cittadini hanno qui lasciato una propria testimonianza.
I Sentieri della memoria
Gli itinerari escursionistici sono intesi a valorizzare luoghi e segni di memoria nel territorio circostante il colle del Lys. Il Sentiero di Toglie é diretto al fondovalle di Viù. Il Sentiero dei Partigiani verso i colli Lunella e dei Grisoni. Il Sentiero della Fossa Comune. L’Anello di Madonna della Bassa, in direzione di Valdellatorre. Il Sentiero della Libertà, per la borgata Favella di Rubiana. Il Sentiero per il Non si vede, sul versante sud del monte Rognoso. Il Sentiero per Mompellato, per valorizzare il supporto dei civili alla Resistenza. Il Sentiero di Pra dou col, per ricordare la strage nazifascista del 29 marzo 1945. Tutti gli itinerari possono essere fruiti in autonomia o partecipando alle Escursioni di Memoria organizzate dall’Ecomuseo.
