L’itinerario ad anello collega il colle del Lys (1310 m) con il santuario di Madonna della Bassa (1152 m)
Difficoltà: E (escursionistico)
Tempo di percorrenza: 4h
Dislivello: 495 m in salita e altrettanti in discesa

Itinerario

La storia

La mappa
Itinerario
Il sentiero (n. 102a, segnavia Cai bianco-rossi) parte dalla borgata Toglie, poco a monte della frazione Molar del lupo di Viù.
Per circa un chilometro si segue la pista di servizio, in parte asfaltata, che sale alle vasche dell’acquedotto oltrepassando la borgata Siltera e raggiungendo una piccola fontana senza particolari difficoltà. Da questo punto, la carrareccia inizia a salire in modo più evidente, pur mantenendosi sempre priva di ostacoli e, dopo alcuni facili guadi del rio delle Toglie, perviene alle vasche dell’acquedotto dove un’area attrezzata schiude il panorama sulla valle di Viù. Il cammino prosegue su sentiero verso il colle Grisoni, da cui si può ammirare il paesaggio sulla conca sottostante. Passato sul versante del bacino del rio Richiaglio, il sentiero scende in modo deciso per poche decine di metri, poi assume un andamento più dolce tagliando a mezzacosta le pendici del monte Colombano, attraversando le case Giuglitera e raggiungendo infine il colle Lunella (1359 m), da cui si contempla la valle del torrente Casternone.
Dal colle Lunella si può scendere su strada sterrata (n. 102, segnavia Cai bianco-rossi) alla carrareccia che, in direzione sud-ovest, termina al colle del Lys (n. 102b, segnavia Cai biancorossi). Se invece si intende tornare al luogo di partenza, occorre seguire a ritroso l’itinerario di andata.
La storia
Con le valli di Lanzo, la frazione Toglie di Viù visse l’esperienza della “zona libera” partigiana tra fine giugno e metà settembre del 1944, quando in ogni centro si sperimentarono nuove istituzioni democratiche, sollecitando la popolazione a formare i Comitati di Liberazione Nazionale da cui sarebbero nate le Giunte comunali.
Dato che i nazifascisti impedivano il passaggio di viveri oltre Lanzo, i partigiani furono costretti a continue corvées attraverso i monti per contribuire ad approvvigionare se stessi, ma anche una popolazione locale assai povera.
Il sentiero verso il colle Grisoni e, soprattutto, quello che congiunge Toglie con Vallo attraverso il passo della Croce furono utilizzati spesso dal distaccamento “Manovra” della 19^ brigata Garibaldi “Eusebio Giambone”, comandato da Mario Foieri, per raggiungere la pianura aggirando il presidio nemico di Lanzo.
Nelle baite tra i colli Grisoni e Lunella, il comando della 17^ brigata Garibaldi “Felice Cima” dislocò invece per tutta l’estate del 1944 il distaccamento “Franco Mondiglio”, incaricandolo di vigilare sui movimenti del nemico.
Nella prima metà di settembre, l’operazione Strassburg intrapresa dai nazifascisti per riprendere il controllo delle valli di Lanzo mise fine all’esperienza della “zona libera” e, con un attacco sferrato il 23 in una nebbia fittissima che provocò l’incendio delle baite, anche alla permanenza del “Mondiglio” tra i colli Grisoni e Lunella.