Il Sentiero dei partigiani

L’itinerario ad anello congiunge il colle del Lys (1314 m) con i colli Portìa (1328 m), Lunella (1359 m) e Grisoni (1405 m).
Difficoltà: E (escursionistico)
Tempo di percorrenza: 4 ore
Dislivello: 156 m sia in salita sia in discesa

Itinerario

La storia

La mappa

Sul sentiero

Itinerario

Dal lato nord-est del piazzale, si segue la strada sterrata (n. 102b, segnavia Cai bianco-rossi) che costeggia il versante nord-occidentale del monte Arpone. Dopo una breve discesa, il tracciato prosegue a mezzacosta e con alcuni saliscendi, attraversando un bosco di conifere e superando alcune pietraie che aprono scorci sulla valle del rio Richiaglio

Nei pressi di una fontana, si abbandona la carrareccia a favore di una mulattiera che sale nel bosco verso sud e, con pochi tornanti, raggiunge il colle Portìa (1328 m) da cui si gode il panorama di Valdellatorre e della pianura torinese.

Con il sentiero diretto a nord-est (Vdt 12, segnavia Cai bianco-rossi), si risale il prato antistante il bivacco-cappella e, evitato il bivio che conduce a Il Pilone (1470 m), si prosegue a mezzacosta fino all’insellatura del colle Lunella (1359 m), come il Portia posto tra le valli del torrente Casternone e del rio Richiaglio. Con il sentiero in direzione nord che solca a mezzacosta il versante occidentale del monte Colombano (1658 m), dal colle Lunella si risale alle case Giuglitera (1346 m) e, attraversate un paio di frane, si perviene infine al colle Grisoni (1405 m), che collega le valli del rio Richiaglio e del torrente Stura di Viù.

Al ritorno, dal colle Grisoni si percorre a ritroso il sentiero fino alle case Giuglitera e poi si continua nella stessa direzione su strada sterrata (n. 102a, segnavia Cai bianco-rossi) fino a raggiungere il punto di innesto sull’altra carrareccia (n. 102b, segnavia Cai bianco-rossi) che, seguita verso sudovest, conduce al colle del Lys.

La storia

Il percorso tocca tre punti di valico tradizionalmente utilizzati dai montanari per spostarsi tra le valli del rio Richiaglio e dei torrenti Casternone e Stura di Viù. Presso il colle Lunella si insediò fin dalla tarda primavera del 1944 un gruppo di ribelli al nazifascismo, guidato da Leonida Cavallo (Barba).

Divenuto il limite nord-orientale della zona operativa della 17^ brigata Garibaldi “Felice Cima”, lo stesso colle divenne a fine luglio sede del distaccamento “Franco Mondiglio”. Nelle baite abbandonate dall’allevamento transumante, i partigiani improvvisarono alloggiamenti, cucine e magazzini per viveri, armi ed equipaggiamento. In questi luoghi fu redatto “I Cavalieri della Macchia”, giornale murale dattiloscritto con cui il distaccamento comunicava con i civili.

Il 23 settembre, un attacco portato dai nazifascisti nel quadro dell’operazione Strassburg – finalizzata a riprendere il controllo delle valli di Lanzo che dal 26 giugno erano “zona libera” partigiana – colpì il “Mondiglio”. Gli assalitori salirono il vallone del rio delle Toglie – laterale rispetto al basso corso del torrente Stura di Viù – protetti da una nebbia fittissima e, varcato il colle Grisoni, colsero di sorpresa il distaccamento.

I partigiani riuscirono a ritirarsi senza perdite verso il colle del Lys, ma l’incendio delle baite operato dai nazifascisti rese loro impossibile riprendere le posizioni ad attacco finito e li obbligò a trasferirsi in una zona al confine tra i territori comunali di Rubiana e Caprie.